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Segnali di amicizia degli EAU a tutto il mondo
posted on 04/12/2008
La politica estera degli EAU si basa da sempre su saggezza, moderazione e sostegno dei diritti e della giustizia attraverso il dialogo e la comprensione. Il rispetto degli accordi internazionali e delle Carte dell’ONU, i buoni rapporti con le nazioni vicine, il riconoscimento della sovranità e dell’integrità degli stati, la non interferenza negli affari interni di altri Paesi e l’impegno a risolvere le dispute con mezzi pacifici sono anch’essi fondamenti di tale politica. Questi sono i principi delineati dal Presidente Sua Altezza lo Sceicco Khalifa Bin Zayed Al Nahyan in un discorso indirizzato ad ambasciatori e diplomatici degli EAU durante un recente incontro, nel corso del quale lo Sceicco ha sottolineato che sebbene gli EAU si impegnino ad una politica aperta al mondo, ciò non significa che il Paese abbandoni le proprie responsabilità a sostegno della giustizia nel panorama internazionale. Egli ha dichiarato che gli EAU sono sempre pronti ad allungare una mano generosa e di pace a tutti i Paesi e popoli del mondo e continueranno a costruire ponti di amicizia e fratellanza con i popoli di tutto il mondo. Gli EAU, quale uno dei Paesi fondatori del Consiglio per la Cooperazione del Golfo (GCC), rimangono impegnati nella promozione e nel rafforzamento della cooperazione fra gli stati membri. Lo Sceicco Khalifa ha promesso di continuare a lavorare a stretto contatto con gli altri stati membri confratelli per promuovere un’azione GCC congiunta e intensificare l’efficacia del Consiglio attraverso il rafforzamento della sua integrazione politica, economica e sociale, nell’impegno congiunto a sostenere gli sforzi diplomatici per contenere le aree di tensione e di conflitto in Medio Oriente, compresa la regione del Golfo. Intanto lo Sceicco Abdullah Bin Zayed Al Nahyan, Ministro degli Esteri, si è rivolto alla comunità internazionale per esortare l’Iran a rispondere positivamente al sincero appello degli EAU, del GCC e della Lega Araba ad accettare la risoluzione della questione attraverso negoziati diretti o arbitraggio internazionale presso la Corte Internazionale di Giustizia.
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Scambi commerciali EAU - Cina UAE in crescita annua del 34%
posted on 04/12/2008
I rapporti commerciali tra gli EAU e la Cina hanno assistito ad una grande crescita nel corso degli ultimi anni, registrando un aumento del 34%, secondo quanto affermato da Mohammed Ahmed bin Abdul Aziz Al Shehi, Sottosegretario al Ministero dell’Economia, che ha dichiarato: “Lo scambio commerciale non petrolifero è cresciuto complessivamente da US$4 miliardi (Dh 14,68 miliardi) nel 2003 a US$13 miliardi nel 2007, pari ad un aumento annuo del 34%”. Il numero delle società cinesi registrate presso il Ministero dell’Economia ammonta a 31 e esistono ulteriori 900 aziende presenti nelle zone di libero scambio degli EAU. Le agenzie cinesi di scambio commerciale sono 77, mentre i marchi cinesi registrati sono 1132. Gli EAU e la Cina hanno firmato accordi di cooperazione economica, industriale e tecnica, di mutua esenzione fiscale, di protezione degli investimenti e sul trasporto aereo. Il GCC sta attualmente aprendo negoziati con la Cina per firmare un accordo di libero scambio. Ad Abu Dhabi si è tenuta questa settimana la quinta riunione del Comitato economico UAE-Sino, che ha visto la partecipazione di vari rappresentanti e funzionari dei ministeri federali, dei settori dell’economia e di aziende private negli EAU; obiettivo della riunione l’ulteriore rafforzamento delle relazioni commerciali bilaterali e degli scambi e lo sviluppo dei rapporti economici fra i due Paesi. – Emirates Business
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US$550 milioni offerti dagli EAU per la ricostruzione dell’Afghanistan
posted on 27/11/2008
Gli EAU hanno stanziato un totale di 550 milioni di dollari per la ricostruzione e il ripristino della stabilità in Afghanistan fra il 2002 e ottobre 2008, secondo quanto annunciato questa settimana da un rappresentante del governo EAU. L'assistente sottosegretario del dott. Tariq Al Haidan, Ministro degli Esteri degli EAU per gli Affari Politici, parlando ai delegati della conferenza internazionale per il ritorno e la reintegrazione dei profughi afgani, ha detto che l'aiuto economico e umanitario offerto, fra cui infrastrutture, assistenza medica, istruzione e difesa, sottolinea l'impegno del governo EAU nella ricostruzione e nello sviluppo dell'Afghanistan. Egli aggiunto che le agenzie degli aiuti umanitari degli EAU hanno inoltre finanziato una serie di progetti, di cui i più importanti sono la Sheikh Zayed University a Kabul, Sheikh Mohammed bin Rashid City a Kandahar e la costruzione di un orfanatrofio e di un ospedale psichiatrico. ”Con la partecipazione a questa conferenza, gli EAU intendono ribadire la loro determinazione a sostenere l'impegno internazionale nella ricostruzione dell'Afghanistan e il ritorno dei suoi profughi”, ha sottolineato il rappresentante delegato. Secondo l'UNHCR, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, oltre 5 milioni di profughi afgani, pari al 20% della popolazione dell'Afghanistan, hanno fatto ritorno in patria a partire dal 2002. La grande maggioranza è ritornata alle proprie aree di origine, mai i profughi più recenti stanno affrontando più difficoltà in quanto il Paese sta raggiungendo il limite della sua capacità di accoglienza. Alcuni di essi, fra cui 30.000 rifugiati che hanno fatto ritorno e che ora vivono in tende nella regione orientale, non riescono a ritornare ai loro villaggi a causa della mancanza di sicurezza, di terra disponibile, di abitazioni, servizi primari o di possibilità di lavoro, a cui si aggiunge la carenza di cibo e una grave siccità che hanno forzato migliaia di famiglie disperate a lasciare le proprie case per raggiungere altri distretti o addirittura i vicini Iran e Pakistan.
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Atlantis aggiunge splendore a Dubai
posted on 27/11/2008
Dubai è sinonimo di grandezza, ma questa volta l'Emirato ha superato se stesso con fuochi d'artificio sette volte più spettacolari di quelli degli ultimi giochi olimpici. Il fenomenale spettacolo ha deliziato i 2000 ospiti presenti a una delle feste più grandi del mondo. Lo Sceicco Maktoum bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Sovrano di Dubai, è arrivato alla festa di apertura di Atlantis pochi minuti prima dell'inizio dello spettacolo pirotecnico, realizzato da Grucci, che ha segnato il lancio dell'isola artificiale e del suo fiore all'occhiello Atlantis-The Palm in pieno stile poco dopo la mezzanotte, in una miriade di colori e figure che hanno illuminato il cielo sopra l'iconico complesso. Sol Kerzner, originario del Sudafrica, era in città per il gran gala di lancio del suo secondo Atlantis, frutto della collaborazione con l'impresa immobiliare Nakheel di Dubai, creatrice dell'isola a forma di palma, di proprietà statale, su cui sorge l'hotel. "Atlantis è enorme. Non ho mai visto niente di simile”, ha detto la cantante inglese Lily Allen alla stampa. Gli ospiti hanno assistito estasiati e increduli ad uno degli spettacoli più meravigliosi che il mondo abbia mai presentato, intrattenuti dal fresco e vivace concerto di Kylie Minogue, esibitasi di fronte al mare, davanti all'hotel. Un gigantesco "drago marino” è sgusciato fra il pubblico diviso fra le due ali del buffet, lungo 21 metri: un'enorme creazione fatta di 3.000 squame tagliate a mano che scivolava graziosamente fra gli ospiti. Inservienti in abiti mascherati hanno servito 3 buffet composti da varie delicatezze, muovendosi tra la folla. Sol Kerzner ha dato il benvenuto agli ospiti promettendo una fantastica serata, durante la quale si sono esibiti 113 artisti, anche se i fuochi d'artificio di Grucci sono stati la vera stella dell'evento, illuminando l'intero complesso, la Palma e il cielo soprastante con un magnifico spettacolo sincronizzato di luci e colori.
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Taglio da 60 miliardi di dinari dei depositi bancari presso la Banca Centrale
posted on 20/11/2008
Le banche degli EAU hanno ridotto i loro depositi con la Banca centrale di oltre Dhs 60 miliardi per alleviare la carenza di liquidità in seguito alla forte crescita della domanda interna di credito. Il taglio si è riflesso in un’ampia diminuzione dei risparmi esteri presso la Banca Centrale e in un ripido aumento dei prestiti immobiliari e altre forme di credito. I depositi di 24 banche nazionali degli EAU e di 28 sedi bancarie estere sono precipitati da Dh231,1 miliardi alla fine del 2007 a Dh170,6 miliardi alla fine di giugno, pari ad un taglio di quasi Dh60,5 miliardi. Rappresentanti delle banche hanno affermato che la maggior parte dei fondi ritirati consiste in certificati di deposito (CD) emessi dalla Banca Centrale lo scorso anno per contenere l’ingente ammontare di liquidità interna accumulata in cinque anni di boom economico. "La maggior parte di questi depositi stava maturando in certificati di deposito e le banche avevano bisogno di far fronte ai loro prestiti, che hanno continuato ad essere emessi regolarmente fino alla metà di quest’anno", ha spiegato un economista. Il ritiro di fondi ha avuto un riscontro in un’ampia diminuzione dei risparmi esteri presso la Banca Centrale, da circa Dh285,6 miliardi a Dh194.7 miliardi nello stesso periodo, il cui attivo totale ha subito anch’esso una flessione, passando da Dh285,9 miliardi a Dh236,6 miliardi. La diminuzione più significativa degli attivi della Banca Centrale è rappresentata dai depositi delle banche estere, scesi da Dh184 miliardi a Dh89,4 miliardi. Le cifre mostrano che il bilancio dei certificati di deposito ha subito un calo, da circa Dh173,5 miliardi a Dh116,9 miliardi, e che la maggior parte dei fondi ritirati proviene da banche nazionali, ovvero i principali investitori in certificati di deposito emessi dalla Banca Centrale. Pare tuttavia che la ritirata delle banche nella prima metà dell’anno non abbia colmato la sete di denaro delle banche EAU, spingendo quindi la Banca Centrale ad una manovra da 50 miliardi di dinari in prestiti d’emergenza. Un’ulteriore manovra da 70 miliardi di dinari è stata annunciata dal Governo Federale per garantire la disponibilità creditizia delle banche.
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Mohammed Bin Zayed incontra il Presidente USA a Camp David
posted on 20/11/2008
Sua Altezza il Generale Sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, Principe Regnante di Abu Dhabi e Sostituto Comandante Supremo delle Forze Armate degli EAU, ha incontrato domenica sera il Presidente americano George W. Bush a Camp David. L'incontro si è incentrato sui forti rapporti bilaterali fra gli EAU e gli Stati Uniti e sulla crescente mutua cooperazione fra i due Paesi in tutti i settori, oltre che sugli ultimi sviluppi regionali ed internazionali, sottolineando i continui impegni nel processo di pace nel Medio Oriente e nell'implementazione della sicurezza e della stabilità nella regione. L'incontro ha rappresentato inoltre uno scambio di vedute su questioni di mutuo interesse. All'incontro hanno partecipato Sua Altezza lo Sceicco Abdullah Bin Zayed Al Nahyan, Il Ministro degli Esteri e Segretario di Stato Condoleezza Rice, Khaldoon Khalifa Al Mubarak, Presidente degli Affari Esecutivi, e Yousef Mana' Al Otaiba, Ambasciatore degli EAU negli USA. Il Presidente Bush ha aggiornato lo Sceicco Mohammed sugli esiti del G20, i cui temi di discussione vertevano sulla ricerca dei modi migliori per affrontare le conseguenze della crisi finanziaria mondiale, ridare fiducia al sistema commerciale-finanziario e ripristinare vitalità e crescita nell'economia mondiale. Lo Sceicco Mohammed ha sottolineato il valore degli incontri svoltisi durante il G20 in un momento così critico e fra la crescente convinzione nella necessità di un'azione internazionale congiunta per affrontare le sfide economiche attuali e future. Lo Sceicco Mohammed ha fatto notare che nonostante la loro solida posizione finanziaria e stabilità economica, gli EAU sono attivamente impegnati insieme ad altre nazioni a minimizzare gli impatti dell'attuale crisi finanziaria mondiale.
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Gli EAU “stella nascente” nel turismo
posted on 13/11/2008
Gli EAU sono fra i tre Paesi che si sono affermati quali mete emergenti del turismo mondiale, accanto a Cina e Croazia, secondo la classifica del 2008 dell’Indice Country Brand (CBI), stilata da FutureBrand, società internazionale di consulenza che si occupa del posizionamento d’immagine e marchi. Secondo l’Indice, gli Emirati Arabi Uniti, ritenuti la “stella nascente” del panorama turistico mondiale, sono destinati a diventare una delle mete turistiche preferite nei prossimi cinque anni e si sono inoltre aggiudicati il Best Country Brand nella categoria località turistiche, strutture alberghiere, shopping e per aver conseguito i risultati migliori lo scorso anno. Nella classifica dei primi 10 Paesi, L’Australia si è aggiudicata il primo posto per il terzo anno consecutivo, seguita dal Canada, che ha così guadagnato terreno rispetto alla sesta posizione dell’anno scorso, e dagli Stati Uniti al terzo posto. Fra gli altri Paesi nella rosa dei primi 10, l’Italia, la Svizzera e la Francia. La classifica rivela inoltre che il Medio Oriente, l’Africa e l’Asia stanno attraversando una fase di grande crescita nel settore turismo e viaggi, considerato il settore dalla più alta crescita mondiale, con un’attività economica mondiale quest’anno pari a $5,9mila miliardi (Dh21,67mila miliardi) e oltre 238 milioni di posti di lavoro. Inoltre, data la tendenza a preferire mete turistiche emergenti alle località tradizionali, il Medio Oriente, accanto all’Africa e all’Asia del Pacifico, sta registrando un tasso di crescita della domanda mondiale più alto della media, sempre secondo il sondaggio del CBI. E mentre L’Asia si sta affermando sempre di più nel panorama turistico mondiale, la classifica del CBI di quest’anno include anche il Vietnam, l’India e Cuba: “Ci entusiasma il fatto che sono molti i Paesi a voler affermare la propria immagine, anche se crediamo che questa classifica sia ancora largamente provvisoria e ci siano ancora molti Paesi che promuovono la propria immagine in modo non distinto”.
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Crescita economica in calo: un buon segno per gli EAU
posted on 13/11/2008
Secondo quanto riportato da Standard & Poor (S&P), l’attuale carenza di liquidità e il conseguente rallentamento della crescita economica possono rappresentare un fattore positivo per gli EAU, in quanto ne alleviano le strozzature relative a infrastrutture e risorse che hanno alimentato l’aumento dell’inflazione. Una crescita rallentata può significare un minor rischio di forte saturazione nel mercato immobiliare, anche se la liquidità rimarrebbe scarsa nel medio termine, con un conseguente rallentamento della crescita economica dovuto ad una più marcata carenza di finanziamenti per progetti futuri. "Il restringimento esogeno delle condizioni monetarie rappresenta uno sviluppo positivo in quanto l’ancoramento al dollaro della valuta EAU significa che tale restringimento non è stato attuato unicamente dal governo locale”, recita il rapporto. La situazione della liquidità interna è diventata considerevolmente più severa nelle ultime settimane, spingendo la Banca Centrale degli EAU a creare degli schemi di finanziamenti liquidi. Tuttavia, se da una parte il ridotto accesso ai mercati globali del capitale è l’elemento parzialmente responsabile, una serie di fattori specificatamente interni alla situazione EAU hanno contribuito anch’essi al restringimento della liquidità . “Fra questi, i deflussi speculativi relativi all’ancoramento del dinaro al dollaro, il robusto aumento dei prestiti, che negli ultimi anni ha superato la curva dei risparmi, e le preoccupazioni nel settore immobiliare hanno lanciato un impatto negativo sulla disponibilità liquida”, afferma S&P. I rischi del credito a breve termine relativi alla contrazione della liquidità erano inizialmente contenuti, dato che i requisiti per il rifinanziamento erano sostenibili nel breve termine. Tuttavia, l’agenzia del rating afferma che gli effetti nel lungo termine del restringimento della liquidità erano al tempo meno chiari: “Se da una parte saranno disponibili finanziamenti per sopperire alle attuali difficoltà , non si sa se le autorità governative riusciranno ad alleviare le condizioni della liquidità fino al punto di facilitare la crescita del credito per riportarla agli alti livelli precedenti.”
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I prezzi immobiliari degli EAU aumentano dell’11-17%
posted on 10/11/2008
Salgono i prezzi del mercato immobiliare degli EAU, che a settembre hanno registrato un aumento mensile del 17% a Dubai e dell’11% ad Abu Dhabi, rispetto alla media estiva del 2 – 3%. Si sta nuovamente avvertendo una crescita dei prezzi, dopo un breve calo durante i mesi estivi. Tuttavia, se da una parte i prezzi continuano la loro scalata, il costo degli affitti sembra essersi stabilizzato a Dubai, comprimendone quindi i profitti. Secondo HSBC il mercato resterà difficile almeno fino al 2010: “Come accennato nel nostro precedente rapporto, il governo può contare sulla disponibilità grazie alla sua proprietà diretta e indiretta nelle imprese immobiliari più grandi di Dubai. Stando alle nostre stime, il 90% delle disponibilità immobiliari in fase di completamento a Dubai è controllato da Nakheel, Dubai Holding e Emaar." Ora bisogna guardare alla domanda, che è stata colpita da diversi fattori. L’apprezzamento immobiliare sta per superare il potere d’acquisto, che subirà un ulteriore impatto a causa dell’aumento dei tassi d’interesse sui mutui e e dal declino del rapporto prestito/valore. "La situazione è aggravata dalle recenti perdite nei mercati azionari, che hanno messo in luce il fatto che la regione non è immune dalle tendenze globali, sia nei titoli azionari, debiti o settore immobiliare."
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EAU e Germania si impegnano a cooperare nell’allontanamento della crisi finanziaria mondiale
posted on 10/11/2008
Sua Altezza lo Sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan, Ministro per gli affari esteri degli EAU, ha dichiarato che l’attuale crisi economica internazionale impone nuove responsabilità su tutti i governi del mondo a intraprendere serie misure di arginamento. Nella conferenza stampa della settimana scorsa all’Emirates Palace, a cui ha partecipato insieme al dott. Frank Walter Steinmeier, Ministro degli Esteri tedesco in visita negli EAU, lo Sceicco Abdullah ha sottolineato come le relazioni EAU-Germania si siano intensificate in tutti i settori, affermando che “il GCC si impegnerà con tutte le proprie forze nella lotta alla crisi finanziaria globale attraverso la cooperazione con i propri partner e le istituzioni finanziarie internazionali". lo Sceicco Abdullah ha continuato: “Vogliamo assistere alla crescita dell’economia mondiale, così da raggiungere gli obiettivi del Millennio che l’ONU ha stabilito nel 2000”, aggiungendo che l’incombente depressione potrebbe avere un impatto sulle economie dei Paesi in via di sviluppo, e che l’organizzazione Pakistan Friends, di cui gli EAU sono membri, sta spronando il Fondo Monetario Internazionale a intraprendere negoziati con il Pakistan per aiutarlo a superare le difficoltà economiche e della sicurezza, indicando che la Germania sta cooperando positivamente a tal riguardo. Da parte sua, il rappresentante diplomatico tedesco ha detto di essere felice della sua visita negli EAU, riferendosi alle ottime relazioni fra i due Paesi, sfociate nell’apertura della scuola tedesca ad Abu Dhabi, con 270 studenti. Il dott. Steinmeier ha reiterato il fatto che i due Paesi coopereranno nel risolvere la crisi finanziaria mondiale, aggiungendo che il ruolo dei Paesi del GCC, con le loro robuste economie, è vitale a tal proposito: "L’aspetto economico è molto importante nei rapporti fra gli EAU e la Germania; le società tedesche stanno contribuendo ai progetti d’infrastruttura negli EAU e la Germania è inoltre un partner di primo piano nei progetti relativi all’energia alternativa”. Il ministro tedesco ha poi affermato che i rapporti bilaterali fra le due nazioni sono solidi in tutti i campi, avvalorati da interessi comuni nella regione, e ha concluso citando l’impegno di entrambi i Paesi a prevenire un peggioramento della situazione in Pakistan.
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The United Arab Emirates is a federation of seven emirates (Abu Dhabi, Dubai, Sharjah, Ajman, Umm al-Qaiwain, Ra’s al-Khaimah and Fujairah).
- Country name: United Arab Emirates (UAE) or Dawlat al Imarat al Arabiyya al Muttahidah Capital: Abu Dhabi
- Capital city: Abu Dhabi
- National Day: Independence Day, 2 December (1971)
- Time: four hours ahead of GMT
- Currency: Emirati dirham (Dh or AED)
- Exchange rate: Dh3.67 per US dollar. The UAE dirham has been officially pegged to the US dollar since February 2002.
- Flag: three equal horizontal bands of green (top), white, and black with a wider vertical red band on the hoist side
- Location: Situated towards the south-east of the Arabian Peninsula, the UAE is a roughly triangular landmass whose coastlines form the south and southeastern shores of the Arabian Gulf and part of the western shores of the Gulf of Oman. The UAE also has land borders with Oman and Saudi Arabia.
- Latitude/Longitude: 24°N 54°E
 
- Area: approximately 82,880 square kilometres. Abu Dhabi accounts for 87 per cent of the country’s total landmass.
- Coastline: prior to construction of the ‘Dubai Palms’ and other schemes, the coastline of the UAE was approximately 1318 kilometres. Land reclamation projects are extending this figure.
- Topography: a low-lying coastal plain merges into the rolling sand dunes of the Rub al-Khali desert, whilst rugged mountains skirt the eastern border with Oman.
- Elevation extremes: the country’s lowest point is at sea level and its highest point is 1527 metres at Jebel Yibir.
- Natural resources: the most important are oil and natural gas, more than 90 per cent of which are located in Abu Dhabi.
- Climate: the UAE enjoys a desert climate, warm and sunny in winter, hot and humid during the summer months. It is generally cooler in the eastern mountains.
- Political system: a federation with specific areas of authority constitutionally assigned to the UAE Federal Government and other powers reserved for member emirates.
- Constitution: adopted provisionally on 2 December 1971, made permanent in 1996
- President: HH Sheikh Khalifa bin Zayed Al Nahyan, Ruler of Abu Dhabi
- President: HH Sheikh Khalifa bin Zayed Al Nahyan, Ruler of Abu Dhabi
- Vice-President & Prime Minister: HH Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Ruler of Dubai
- Deputy Prime Minister: Sheikh Sultan bin Zayed Al Nahyan
- Deputy Prime Minister: Sheikh Hamdan bin Zayed Al Nahyan
- Cabinet: Council of Ministers nominated by the Prime Minister, appointed by the President
- Legal system: in addition to the federal court system, all emirates have secular courts to adjudicate criminal, civil, and commercial matters, and Islamic courts to review family and religious disputes.
- Foreign aid: since 1971 the Abu Dhabi Fund for Development (ADFD) has provided US$5.4 billion in aid to 55 countries (2005). The UAE has also been a major contributor of emergency relief to regions affected by conflict and natural disasters both at a governmental level and through NGOs such as the UAE Red Crescent Society (RCS).
- International organisation participation: ABEDA, AFESD, AMF, FAO, G-77, GCC, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCT (signatory), ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, ISO, ITU, LAS, MIGA, NAM, OAPEC, OIC, OPCW, OPEC, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UPU, WCO, WHO, WIPO, WMO, WTO
Population: 4.1 million (census. 2005)
- Nationals: 21.9% of total counted population (3.8 million)
- Non-nationals: 78.1% of total counted population
- National males: 50.7%
- National females: 49.3%
- Nationals under 20 years: 51.1%
- Language: Arabic
- Religion: Islam, practice of all religious beliefs is allowed.
- Birth rate (2005 est.): 18.78 births/1000 population
- Death rate (2005 est.): 4.26 deaths/1000 population
- Life expectancy at birth: 78.3 years
- Total fertility rate (2000–05): 2.5 (births per woman)
- Under-five mortality rate (2004): 8 per 1000 live births
- New-born (neonate) mortality (2004): 5.54 per 1000
- Infant mortality rate (2004): 7.7 per 1000
- Maternal mortality rate (2004): 0.01 for every 100,000
- Illiteracy rate: 9%
- UN Human Development Index rank (2006): 49
- GDP per capita (est. 2006): Dh139,000
- Civilian employment (2005): 2.59 million
- Percentage of women in total labour force (2005): 22.4%
- Weekend: Friday and Saturday for government institutions; many private companies operate a six-day week.
- Fiscal year: 1 January to 31 December
- GDP (est. 2006, nominal): Dh599 billion
- Real GDP growth (est. 2006): 8.9%
- Non-oil sector contribution to nominal GDP (est. 2006): 63%
- Industries: oil & gas, aluminum, cement, fertilisers, commercial ship repair, petrochemicals, construction materials, pharmaceuticals, food processing, tourism
- Oil production: 2.8 million barrels per day
- Oil proven reserves: 98.1 billion barrels
- Natural gas production: 65 billion cubic metres
- Natural gas proven reserves: 6 trillion cubic metres
- Oil & gas exports (est. 2006): Dh200 billion
- Exports (est. 2006): Dh488 billion
- Free-zone exports (est. 2006): Dh80 billion
- Re-exports (est. 2006): Dh162 billion
- Imports (est. 2006): Dh359 billion
- Cultivated areas: 260,000 hectares, 3.1% of total territory
- Number of date palms: over 40 million
- Agricultural products: Dates, green fodder, vegetables and fruit; livestock, poultry, eggs, dairy products; fish
- Fishing fleet: 5191
- Fishermen: 17,264
- Estimated fisheries catch: 97,574 tons
- Telecommunications: thriving deregulated market, modern fibre-optic integrated services; digital network with high use of mobile phones.
- International country code: 971
- Internet country code: ae
- Fixed line subscribers: 1.26 million
- Mobile phone subscribers (2006): 4.9 million
- Internet subscribers (2006): 578,000
- Ports: 15 in total, including the following major ports: Mina Zayed, Jebel Ali, Mina Rashid, Fujairah, Khor Fakkan, Mina Saqr, Sharjah. Abu Dhabi is building a major new facility with accompanying industrial zone, Khalifa Port, at Taweelah.
- International Airports: six in total with a seventh (Dubai World Central) under construction.
- Total installed electricity generating capacity (2006): 16,220 MW
- Projected installed electricity generating capacity (2010): 26,000 MW
- Annual electricity demand growth (2005): 12%
- Total water production (2004): 195 billion gallons
- TV stations: 42
- Radio stations: 26
- Newspapers: 9
- Magazines: over 160
- News agency: Emirates News Agency (WAM)
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